Il sindacato di polizia Silp-Cgil del capoluogo ligure si dice preoccupato per l’arrivo dei tifosi laziali. "La decisione dell’Osservatorio è arrivata troppo tardi per preparare misure di sicurezza adeguate". A Parma i cittadini temono l’arrivo dei tifosi romanisti per la terzultima giornataROMA – Lo scudetto da una parte, la salvezza dall’altra. Di mezzo migliaia di tifosi pronti a seguire la propria squadra ovunque pur di sostenerla in queste ultime giornate. Stiamo parlando dei supporters di Roma e Lazio. I primi, in occasione dell’anticipo della terzultima giornata di serie A contro il Parma, si preparano a una vera e propria invasione della città emiliana. I secondi, dopo aver avuto il via libera per la trasferta di Genova contro la squadra di Gasperini, stanno preparando l’esodo verso il capoluogo ligure. In entrambi i casi la preoccupazione nelle città ospitanti è elevata.
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E’ iniziato oggi presso il Tribunale di Belgrado il processo a carico di 14 tifosi del Partizan Belgrado per l’omicidio del giovane francese, B. T. Il supporter del Tolosa rimase vittima, lo scorso 17 settembre, di una sorta di agguato da parte della tifoseria avversaria, mentre era seduto in un caffè del pieno centro della capitale serba che da là a poche ore avrebbe ospitato la partita di Europa League tra Partizan e Tolosa.
Contributo interessante tratto da facebook
Prima la grande attesa e la speranza di qualificarsi alla fase finale della Coppa d’Asia. Poi la sconfitta e la delusione che si è ben presto trasformata in rabbia. E’ successo a Beirut, in Libano, dove i tifosi della squadra di calcio Nejme, dopo la sconfitta contro la kuwaitiana Qadisiya, hanno assaltato l’ambasciata del Paese della squadra rivale. Solo l’intervento dell’esercito ha evitato che i supporter riuscissero a penetrare nella sede diplomatica.
In autunno gli ultras francesi dovranno fare i conti con una nuova legge
ROMA, 21 aprile 2010 – Sdraiato sul letto 31 del reparto di Osservazione Breve Chirurgica del Gemelli, al 7° piano dell’edificio N, un gladiatore tatuato sulla tibia e una sciarpa giallorossa sul comodino, non vorrebbe parlare. Non è per lo spavento, né per il fastidio che gli provocano i punti, ma per una questione di principio: gli ultrà non parlano con i giornalisti, nemici quanto le forze dell’ordine. E Maximiliano Ioele, 22 anni, il romanista accoltellato alla gola dopo il derby, ha il linguaggio e le convinzioni dell’ultrà.
E’ IL MOMENTO DI RIAZARE LA TESTA
Dal sito http://www.ultrasblog.biz/