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"Proprietà sei un disonore per il nostro grande amore". E’ questo il testo dello striscione esposto dai tifosi della Juve all’inizio della partita contro il Bari. Nel mirino dei tifosi bianconeri ritorna la proprietà e quindi John Elkann. "Ve ne andate si o no?", è stato invece il coro dedicato alla dirigenza. Insulti a Zaccheroni indicato come "granata di m…" per i suoi trascorsi al Toro. Ma ci sono stati anche scontri con la tifoseria barese. Inutile dire come le telecamere delle televisioni hanno insistito nel proporre primi piani e dettagli delle persone coinvolte ( o meno )!!
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PISTOIA – I daspo ai tifosi, più di 1500 provvedimenti solo nell’ultimo campionato, sono importanti, ma da soli non bastano per combattere la violenza negli stadi. E così il ministro Roberto Maroni, nella sala delle cerimonie del comune di Pistoia per il premio Memorial Giampaolo Bardelli, parla anche di divieti di accesso alle manifestazioni sportive per quei genitori e calciatori violenti. E lo fa, applauditissimo, citando un’esperienza personale con il figlio tredicenne. «Ogni volta che posso, il sabato, vado a vedere mio figlio che gioca a calcio – racconta il ministro -. E a volte rimango impressionato dai genitori che incitano alla violenza. Urlano a questi ragazzini cose incredibili, di spaccare le gambe agli avversari, per esempio. Anche queste persone dovrebbero essere raggiunte da daspo». Applausi. Non si salvano neppure i calciatori professionisti. «Non è possibile parlare di lotta alla violenza negli stadi – denuncia Maroni – quando poi in mondovisione si vede, dopo il fischio finale, un giocatore che corre e un altro gli dà un calcio per farlo cadere». Ancora applausi dalla platea. Il ministro non fa nomi.
La gara si giocherà a porte chiuse per decisione del Giudice sportivo che ha squalificato il campo della società siciliana sino al 31 marzo 2011.
Era nell’aria dopo il derby giocato contro il Monaco. Ora è ufficiale: il ministero degli interni francese ha chiesto lo scioglimento del tifo organizzato nizzardo. Il governo ha deciso di sopprimere completamente gli ultras del Nizza, per dare un segnale forte contro la violenza negli stadi.
L’ hanno emarginato e forse anche un po’ dimenticato. Il suo nome torna in ballo quando cominciano a traballare le panchine, ma poi non si concretizza nulla. Ma Zdenek Zeman continua avere un gran numero di tifosi, “trasversali” alle rigide appartenenze alle squadre. Lo amano per quello che ha rappresentato. E forse lo ameranno per le dichiarazioni rilasciate all’emittente Ies Tv. L’ex allenatore di Lazio e Roma ha parlato degli spettatori che affolleranno e coloreranno l’Olimpico. «Il derby è la partita dei tifosi, i giocatori dovrebbero pagare gli spettatori per lo spettacolo che offrono. È sempre stato così: per partite come queste. Poche volte sono state interessanti e spettacolari, invece la gente fuori sì che dà spettacolo…».
"E’ dal ’74 che ho l’abbonamento della Roma ma la prossima stagione non lo farò più: non posso, non voglio accettare la tessera del tifoso…". Chi parla non è un ultrà. Ma è un avvocato difensore di molti ultrà (non solo della Roma, ma anche della Lazio, del Livorno, eccetera).
Roma, 23 apr. (Apcom) – Tornano liberi 6 ultras coinvolti in una rissa nella tribuna Tevere dello stadio Olimpico domenica pomeriggio prima del derby Lazio-Roma. Il gip del tribunale della Capitale ha convalidato gli arresti effettuati dalla polizia, ma non ha disposto alcuna misura cautelare. I 6 tifosi non potranno comunque tornare a vedere le partite. Nei loro confronti, per via amministrativa, è stato emesso il ‘Daspo’, il provvedimento amministrativo che vieta l’accesso a qualsiasi manifestazione sportiva.
”Colpire i colpevoli, non le tifoserie”: questo lo slogan, nuovo, del Viminale che ha portato Osservatorio e Casms ad aprire le prossime trasferte a tutti. Ai tifosi di Roma, Samp, Atalanta, Genoa, Lazio. Da qui a fine stagione non ci saranno più trasferte off limits, come è stato sinora. In futuro si vedrà: forse solo pochissime gare chiuse, quelle più a rischio. Ci sono state forti pressioni politiche in questi giorni per arrivare a questa decisione, Osservatorio-Casms sono stati ampiamente scavalcati. L’errore (e siamo stati fra i primi a dirlo) di spostare alle 18,30 il derby di Roma ha ottenuto solo risultati disastrosi: ha sbagliato il prefetto Pecoraro e la sua decisione è stata discussa, e contestata, non solo dal Viminale ma anche dalla Lega Calcio. Quattro steward lasciati allo sbaraglio nella tribuna Tevere, incidenti gravissimi fuori dalla stadio con una famiglia che ha rischiato di essere bruciata viva in macchina.