Profanata la tomba dell’ultras nocerino morto un anno fa.
E’ stata profanata la tomba di Vincenzo Salzano. Vandali di turno hanno imbrattato la lapide con scritte del tipo: “W Cava, Nocera Topi”.
Vincenzo Salzano, ultrà della Nocerina, ha perso la vita poco più di un anno fa, per una terribile meningite fulminante che non gli ha lasciato scampo. Il fratello, Giuseppe Salzano, attuale assessore della giunta di Gaetano Montalbano, ha appreso la notizia con stupore ma anche con rammarico. Vincenzo ha perso la vita in circostanze tanto tragiche quanto incontrollabili. Era un “gigante buono”, così lo hanno sempre definito gli amici con i quali stava condividendo gli anni più belli della giovinezza. Continua a leggere
E’ stata profanata la tomba di Vincenzo Salzano. Vandali di turno hanno imbrattato la lapide con scritte del tipo: “W Cava, Nocera Topi”.
Vincenzo Salzano, ultrà della Nocerina, ha perso la vita poco più di un anno fa, per una terribile meningite fulminante che non gli ha lasciato scampo. Il fratello, Giuseppe Salzano, attuale assessore della giunta di Gaetano Montalbano, ha appreso la notizia con stupore ma anche con rammarico. Vincenzo ha perso la vita in circostanze tanto tragiche quanto incontrollabili. Era un “gigante buono”, così lo hanno sempre definito gli amici con i quali stava condividendo gli anni più belli della giovinezza. Continua a leggere
(La nuova frontiera della caccia alle streghe)
C´è solo rivalità di campanile, e un gemellaggio antico, dietro le pallottole spedite a Lotito e la sconfitta che gli ultrà della Lazio hanno "consigliato" ai loro giocatori nella partita contro l´Inter? È bastata la logica tribale anti-romanista ad azionare il ricatto delle bande della curva Nord o, piuttosto, nelle curve degli stadi sta succedendo qualcosa di più e di peggio che solo adesso stiamo iniziando a conoscere? «Magari fosse solo così – dice una fonte investigativa del Viminale che questa sera sarà in servizio fuori da uno stadio Olimpico blindato e destinato a trasformarsi di nuovo in teatro di scontri -. Magari potessimo rubricare come semplice spirito antisportivo quello che è accaduto prima e durante Lazio-Inter. Il problema è che gli ultrà, ed è un elemento comune a tutte le principali tifoserie, soprattutto quella metropolitane, stanno alzando il tiro. Molte curve sono finite in mano a gruppi criminali organizzati. Che sanno con quali metodi esercitare il loro controllo e come imporlo alle società. Non lo fanno gratis, ovviamente. Lo fanno per interessi economici. Perché se prima c´era la figura del capo tifoso che metteva da parte qualcosa facendo la cresta sui biglietti, oggi ci sono vere e proprie cupole interessate a mettere le mani sui grossi introiti. Non si scatenano più solo contro le forze dell´ordine, ma anche contro le società. Il messaggio che deve passare è: comandiamo noi, e noi oggi siamo criminali. Punto».
«Uccideremo un altro genoano». Questa scritta è apparsa ieri in via dei Rospigliosi vicino allo stadio Meazza di Milano. Opera di un mitomane o di qualche gruppo ultras? Probabilmente non lo sapremo mai. Di sicuro c’è il riferimento all’omicidio di Vincenzo Claudio Spagnolo, avvenuto quindici anni fa quando davanti al Ferraris si affrontarono genoani e milanisti. Comunque se queste sono le premesse che arrivano da Milano, sponda rossonera, cosa può accadere domenica? Nessuno lo sa. Si teme che questo messaggio possa essere la risposta di qualche scalmanato milanista al comunicato della Tifoseria Organizzata del Genoa. E il Cams? Nella riunione di giovedì non ha preso nessuna nuova decisione, se non quella di un «ulteriore rafforzamento delle misure organizzative determinate nella riunione dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive». Un atteggiamento dai connotati «pilateschi» quello dell’Osservatorio Nazionale.
ROMA – Il capo della polizia, Antonio Manganelli, lancia un nuovo allarme ultras: i tifosi violenti non sono una minoranza come troppo spesso si dice, bensì migliaia e molto ben organizzati.
Il direttore del Centro studi sulla sicurezza pubbblica della polizia scopre che venti anni di provvedimenti speciali contro gli ultrà sono serviti solo a rendere clandestino e più militarizzato il tifo italiano. Se ne accorgeranno anche i governanti?
Sull’ anticostituzionalità di misure prese nei confronti dei tifosi italiani come il divieto di assistere alle trasferte della propria squadra o persino alle partite casalinghe quando l’accesso alla gara viene riservato ai soli residenti della provincia di riferimento, abbiamo in passato detto già molto. Su quelle che verranno prese nel futuro ormai prossimo, a cominciare dalla famigerata "tessera del tifoso", idem. Facciamo invece un’analisi sulle modalità con cui queste decisioni vengono prese e quale logica – se hanno una logica – hanno dietro.